MUSEI CAPITOLINI

Sono oltre 24.000 i visitatori nei primi due mesi di apertura per la mostra FIDIA ai Musei Capitolini, dedicata al più grande scultore greco dell’età classica, il “maestro” del Partenone. Un grande successo di pubblico per la prima esposizione monografica dedicata all’artista.

Promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e curata da Claudio Parisi Presicce con l’organizzazione di Zètema Progetto Cultura, la mostra ripercorre la vita, la carriera e il clima storico-culturale in cui operò il grande scultore, attraverso una vasta e preziosa selezione di oltre 100 opere tra reperti archeologici, originali greci e repliche romane, dipinti, manoscritti e disegni, alcuni esposti per la prima volta.

Tra i prestiti eccezionali presenti, la mostra ha ospitato il prezioso Codice Hamilton 254, il manoscritto quattrocentesco contenente la prima immagine del Partenone arrivata in Europa. L’opera è frutto dell’attività di Ciriaco d’Ancona (1391-1452), un viaggiatore e umanista animato dal desiderio di conoscere e documentare le vestigia dell’antichità classica, tanto da poter essere considerato un precursore della figura dell’archeologo.

La delicatezza del codice ne consente l’esposizione per non più di otto settimane, per cui lo scorso 25 gennaio il codice ha fatto ritorno alla Biblioteca Statale di Berlino ed è stato sostituito in mostra da una riproduzione.

Nel percorso espositivo molte sono le opere che hanno richiesto particolari cautele conservative, in particolare quelle in bronzo, come ad esempio la statuetta di artigiano proveniente dal Metropolitan Museum di New York che può essere esposta solo in una vetrina completamente chiusa, con particolari parametri ambientali costantemente monitorati; o i frammenti originali in marmo del Partenone, mai usciti prima d’ora dal Museo dell’Acropoli, che sono stati esposti in una vetrina orizzontale, con un angolo di 40-45 gradi su supporti appositi forniti dal Museo stesso; o il cosiddetto taccuino Carrey (1674) della Biblioteca Nazionale Francese, nel quale è riprodotta la decorazione del Partenone prima dell’esplosione che lo distrusse nel 1687, che periodicamente deve variare la pagina di apertura per evitare il deterioramento degli inchiostri e del delicato materiale di cui è composto.