La pizza romana è quel prodotto capace da sempre di raccontare la storia di un quartiere. Da Testaccio a Casalbertone, la tonda sottile e scrocchiarella continua a intrecciare luoghi, persone e tradizioni. Ed è proprio nel segno di questo legame con i quartieri che il 5 settembre L’Elementare inaugurerà la sesta sede romana in Piazza Santa Maria Consolatrice 1, nel cuore di Casalbertone.
L’Elementare nasce da un’idea di ricreazione, intesa come spazio ricreativo del gusto. È il sogno romantico di una notte di fine estate; un progetto che, in sei anni, è cresciuto fino a contare sei sedi fisse a Roma, dimostrando che è possibile svilupparsi senza trasformarsi in una catena tradizionale. Casalbertone è una scelta coerente con l’identità de L’Elementare, che continua a espandersi mantenendo al centro qualità artigianale, radicamento territoriale e una forte identità romana.
Famola semplice: la nascita e la proprietà
Era il 2020 quando Federico Feliziani, già imprenditore nel mondo della ristorazione e della birra artigianale, scommetteva sulla riqualificazione urbana dell’ex Parco Egeria battezzando Parco Appio, mentre Mirko Rizzo usciva dal progetto 180gr, che aveva aperto a Roma insieme a Jacopo Mercuro. In quell’estate i due decidono di creare un’offerta stagionale di pizza romana al piatto che fosse semplice, senza sovrastrutture, puntando a conquistare il palato dei romani attraverso gusti immediati e senza compromessi sulla qualità. Doveva durare solo una stagione, ma poi è successo qualcosa; Feliziani ci crede e investe nella prima sede di Trastevere, un indirizzo che in poco tempo diventa una pizzeria di successo soprattutto per i romani. “Il nostro sviluppo non è stato programmato, è stato richiesto dal successo che abbiamo avuto – racconta Feliziani -. Non siamo nati per aprire una catena, siamo due amici partiti dall’unica idea di fare un buon prodotto”.
Il pubblico ha trasformato un prodotto in un brand. Clienti abituali, passaparola e riconoscibilità dei locali hanno favorito una crescita non pianificata. La sfida è stata crescere senza perdere ciò che aveva generato il successo: standardizzare ricette, procedure e formazione, lasciando a ogni locale la propria identità. In sintesi: standardizzare il metodo, non l’anima.
La nuova apertura di Casalbertone
Circa sessanta coperti su tre vetrine, tra cementine colorate e punti di luce calda, che arrivano in piazza di S. Maria Consolatrice 1.
È una piazza popolare, con una vita quotidiana ancora vivace, un’identità riconoscibile e un rapporto autentico tra strada, attività e residenti. Un luogo che racconta una Roma raramente presente nelle narrazioni internazionali, ma centrale nella cultura reale della città. Casalbertone avvalora la tesi dell’iperlocal: Roma non è un mercato uniforme, ma una somma di città diverse. Questa sarà l’ultima apertura curata nel dettaglio direttamente da Federico Feliziani, che per il futuro ha affidato l’estetica del marchio al Naessi Studio.
Le pizze in carta
Il menu proporrà le pizze che hanno costruito l’identità de L’Elementare: dalle più tradizionali, come Margherita, Napoli, Fiori e Alici, Boscaiola e Salsiccia e Cicoria, alle creazioni iconiche, tra cui la Marinara Doppia, con pomodoro giallo, alici e peperoncino; la Datte Foco con sugo alla ’nduja, ventricina e provolone del Monaco; la Parmigiana de Noantri con melanzane, stracciatella di burrata e pomodorini semidry; l’Amatriciana di Cibaria e la Bello de Nonna, con sugo di polpette, polpette, basilico e grana. Proprio per rafforzare il legame con la nuova sede, la proposta sarà inoltre arricchita da alcune pizze special dedicate a Casalbertone, pensate per interpretare l’identità popolare e autenticamente romana del quartiere attraverso ingredienti, sapori e abbinamenti creati appositamente per questo indirizzo.
Ostinatamente Romana: lo sviluppo e i valori
Con l’apertura di Tuscolana e poi di Testaccio e San Giovanni (via Gallia) Mirko Rizzo entra in società e oggi L’Elementare conta quattro sedi fisse distribuite su Trastevere, Tuscolana, Testaccio e San Giovanni, un delivery (sempre zona S. Giovanni), un laboratorio e la storica sede stagionale di Parco Appio. Una crescita costruita senza l’ingresso di fondi esterni, per mantenere libertà nelle scelte, controllo sulla cultura aziendale e disciplina nei tempi di sviluppo.
È da questo percorso che nasce “Ostinatamente Romana”, la nuova fase del progetto e il manifesto della sua identità. In un mercato in cui crescere significa spesso replicare lo stesso format, L’Elementare ha scelto una strada diversa: standardizzare il metodo, non l’anima. Ogni nuova apertura mantiene riconoscibile il prodotto, ma trova una propria identità attraverso gli spazi, il quartiere e la comunità che la ospita.
Le location non vengono scelte soltanto per il loro potenziale economico, ma perché sono luoghi vivi, capaci di creare relazioni e raccontare un pezzo di Roma. Ogni apertura deve avere una ragione economica e una ragione emotiva. È così che prendono forma i valori che guidano il progetto fin dall’inizio: qualità senza compromessi, cura dei dettagli, coraggio di investire, rispetto per i luoghi e per le persone. L’obiettivo non è costruire una catena di pizzerie, ma diventare la pizza di ogni quartiere di Roma
Un po’ di numeri
In quattro anni di sviluppo L’Elementare ha superato i 10 milioni di euro di ricavi cumulati. Nel 2025 il fatturato ha oltrepassato i 6 milioni di euro, con una crescita del 25% rispetto all’anno precedente; il gruppo conta più di 90 persone e una struttura dedicata ad amministrazione e finanza, risorse umane, operations, food operations, brand e comunicazione.
La crescita è avvenuta senza l’ingresso di fondi esterni, per mantenere libertà nelle scelte, controllo sulla cultura aziendale e disciplina sui tempi di sviluppo.
Da Casalbertone a Madrid: nuova apertura e visione futura
L’Elementare non prevede, nella sua formula principale, una corsa alle aperture nazionali fuori Roma. La priorità è diventare sempre più capillare nella capitale, quartiere dopo quartiere, e usare questa profondità per costruire credibilità internazionale. Il metodo resta lo stesso ovunque: prima comprendere un luogo, poi entrarvi; mantenere costante il prodotto, ma lasciare che l’esperienza trovi un nuovo accento.
Il primo test è arrivato a Madrid, con un evento realizzato insieme ai fratelli Riccardo e Vittorio Figurato e con il coinvolgimento di 50 Top Pizza. Una prova generale che dimostra quanto una pizza fortemente romana può essere eseguita ovunque, interpretando con identità e visione le vibrazioni di quel luogo. Nel 2025 L’Elementare è entrata al 28° posto nella 50 Top World Artisan Pizza Chains e ha ricevuto il premio One to Watch. “Non stiamo costruendo una catena da esportare nel mondo, piuttosto, quartiere dopo quartiere, stiamo creando un modo romano di stare al mondo” spiega la proprietà.






















