Nato nel 2015 per raccontare l’Irpinia attraverso la sua tradizione enogastronomica, in dieci edizioni Irpinia Mood ha costruito una piattaforma relazionale che mette in connessione chef, produttori, imprese e professionisti del settore.
Il tema INTOLLERANTI partiva da una domanda aperta: come cambia la cucina quando cambiano le esigenze, le abitudini alimentari e il rapporto con ciò che mangiamo? Dalle allergie e intolleranze, il festival ha allargato la riflessione alle questioni che interessano il sistema alimentare, tra identità locali e influenze globali, memoria e sperimentazione, regole e creatività.
I numeri dell’edizione 2026
97 chef, una sola sfida: trasformare il limite in possibilità
Accanto agli chef arrivati da tutta Italia e oltre, con tecniche e linguaggi differenti, gli chef irpini hanno contribuito a raccontare prodotti e tradizioni della cucina locale attraverso i loro piatti.
Dalla terra alla cucina con Coldiretti Avellino
Il rapporto tra cucina e territorio è stato rafforzato dalla collaborazione con Coldiretti Avellino, che ha coinvolto produttori selezionati e portato nelle cucine del festival materie prime espressione dell’agricoltura irpina.
Tra queste il fagiolo quarantino di Volturara, la cipolla ramata di Montoro, il pecorino di Carmasciano, il caciocavallo podolico, la nocciola di Avella, i peperoncini di fiume, le percoche e lo zafferano dell’Alta Irpinia.
La qualità di ciò che arriva nel piatto dipende anche dalle scelte fatte ogni giorno nei campi, negli allevamenti e nelle aziende che trasformano ciò che la terra offre.
























