Eataly Roma Ostiense ospita lo Slow Wine Lazio Festival, evento realizzato in collaborazione con Slow Food Lazio, che il 31 gennaio vedrà riuniti 30 produttori e oltre 60 etichette, espressione di un Lazio del vino in piena evoluzione e accomunate da pratiche virtuose e sostenibili, in vigna e in cantina. L’appuntamento si inserisce nel palinsesto di Eataly Fest, la grande festa diffusa che fino al 1° febbraio anima gli Eataly di tutta Italia con iniziative dedicate al meglio dell’enogastronomia italiana.
Lo Slow Wine Lazio Festival è l’occasione privilegiata per appassionati, professionisti e winelovers di incontrare direttamente i vignaioli, degustare le loro etichette e approfondire una narrazione enologica sempre più ricca di significato. Attraverso il racconto dei produttori selezionati dall’edizione della Guida Slow Wine 2026 di Slow Food Editore, il pubblico potrà conoscere una regione che sta vivendo una fase di straordinaria crescita qualitativa, frutto di un lavoro costante sulla valorizzazione dei vitigni autoctoni e sull’identità dei territori.
La nuova edizione della Guida Slow Wine 2026 di Slow Food Editore testimonia un Lazio in piena evoluzione: una regione che, attraverso degustazioni, visite in azienda e un attento scouting, mostra un mosaico sempre più ricco e complesso, capace di stupire per varietà di territori, interpretazioni enologiche e biodiversità. Dal nord della regione, ai confini con l’Umbria, fino alle affascinanti isole pontine, protagoniste con produzioni sapide e identitarie, il Lazio del vino si conferma un laboratorio vivace e innovativo. A trainare questa rinascita è ancora una volta il Cesanese, ormai riferimento del rosso contemporaneo: agile, complesso, capace di raccontare il territorio con sfumature diverse a seconda dell’areale. Accanto al Cesanese, la Tuscia consolida la sua vocazione bianchista tra calanchi, laghi e mare; il sud Pontino e la Ciociaria offrono certezze con varietà come il bellone e interpretazioni originali dell’abbuoto, antico vitigno rosso; mentre la bassa Ciociaria continua a dare valore ai propri vitigni storici – dal capolongo al lecinaro, dal pampanaro al maturano – oggi finalmente dotati di una precisa identità stilistica.
























